Cenni storici


30 ANNI DI STORIA DELLA S.O.G.IT. IN ITALIA



Molte volte un evento imprevedibile ha condizionato le azioni umane creando il substrato su cui sono nate e fiorite numerose situazioni che hanno modificato, sia in modo negativo che positivo, il corso della storia e di tutta la collettività.
Uno di questi eventi ha portato, trent'anni fa, alla nascita del S.O.G.IT., Soccorso dell'Ordine di San Giovanni in Italia, che sin dai suoi primi passi ha portato una ventata di novità determinando così l'accelerazione della crescita della coscienza collettiva verso i problemi dei sofferenti e dei meno fortunati.
L'evento eccezionale, capace di innescare tutto questo, fu il terribile terremoto che scosse il Friuli la sera del 6 maggio 1976 e portò alla distruzione di interi paesi, allo sconvolgimento di intere zone, alla morte di migliaia di persone, al ferimento di altrettante ed alla necessità di intervenire in massa per aiutare gli sfortunati che avevano perso tutto e non avevano più un tetto sotto cui dormire e dovevano necessariamente ricorrere agli altri per ricevere acqua, viveri, vestiti e medicinali.
Gli altri erano i volontari della grande macchina della solidarietà, che si mosse immediatamente per portare soccorso alle sfortunate popolazioni, e tra questi vi furono i Giovanniti della Germania Federale, pronti a muovere con una colonna di aiuti; ovviamente i soccorsi non vanno portati a casaccio, con il rischio di aumentare la confusione già esistente, ma vanno coordinati con le autorità civili e militari preposte a gestire l'emergenza ed ecco che la Johanniter Unfall Hilfe (l'associazione di soccorso del ramo tedesco del Johanniter Orden) si mise tempestivamente in contatto con il presidente della comunità luterana di Trieste cav. Otto Betz Guettner cui fu affidato l'incarico di recarsi in Friuli per predisporre la tipologia dell'intervento.
Praticamente in tempo reale il cav. Otto Betz Guettner segnalò alla centrale operativa della JUH di Bonn le località ove concentrare gli aiuti e, a meno di 24 ore dal terremoto, ad Artegna, Gemona e più tardi a Cavazzo Carnico giunsero i volontari con la Bianca Croce a otto punte con quanto necessario (ospedali da campo, viveri, vestiario, medicinali e quant'altro) subendo, purtroppo, la perdita del volontario Rieboldt Franck che perse la vita in un tragico incidente mentre alla guida del suo camion trasportava un carico di case prefabbricate a Cavazzo Carnico.
Mentre i soccorsi alle popolazioni continuavano vi furono, ovviamente, numerosi incontri tra Otto Betz ed i dirigenti della JUH tedesca che si concretizzarono nella decisione di formalizzare anche in Italia una presenza dell'Ordine di San Giovanni. Trieste, venne indicata come sede nazionale e nel 1977 vedeva la luce il S.O.G.IT. - Soccorso dell'Ordine di San Giovannl in Italia.
La storia dell'Ordine di San Giovanni, come si è detto, è plurisecolare al pari della sua lotta contro i nemici terribili e sempre agguerriti quali le infermità e l'indigenza; i trent'anni di vita del S.O.G.IT., quindi, possono sembrare poca cosa di fronte all'impegno ed all' esperienza dei Giovanniti di tutto il mondo.
Ciò è in parte vero, ma se rapportiamo i tre decenni di attività con la situazione italiana e li raffrontiamo ad altre associazioni con maggior esperienza e capillare diffusione ecco che questo breve periodo diventa improvvisamente lungo e sicuramente molto importante per ciò che i Giovanniti italiani hanno saputo costruire e dare alla collettività.
Sembrano perdersi nella notte dei tempi gli albori dell'Associazione nata nel Settembre 1977 con lo scopo precipuo di aiutare gli ammalati, i disabili e i bisognosi.
In occasione del trentennale della fondazione in Italia, il 29 settembre 2007 il Sindaco di Trieste ha conferito alla S.O.G.IT.la Civica Benemerenza in riconoscimento dell'attività sin'ora svolta.

 


LA NOSTRA STORIA

 

 

 


L'Ordine Gerosolimitano ed Ospedaliero di S. Giovanni di Gerusalemme
Verso l'anno 1000 l'Europa era insanguinata da estenuanti lotte feudali, ma i nobili si impegnavano anche ad allestire armate da inviare in Terrasanta per difendere i luoghi Sacri ed i pellegrini che vi si recavano dalle mire espansionistiche dei musulmani.
La difesa dei luoghi Sacri e dei pellegrini, però, non era sufficiente e migliaia di persone morivano di stenti, per le malattie o per le ferite riportate durante i frequenti attacchi dei musulmani o dei predoni.
Ecco allora che Fra Gerardo, decise di fondare un ordine cavalleresco con il preciso compito di soccorrere tutti coloro che ne avessero avuto bisogno; il nome lo prese da un ospedale che i commercianti amalfitani avevano edificato in Gerusalemme e come insegna adotto quella della città d'Amalfi e cioè la croce bianca ad otto punte.
I cavalieri di San Giovanni (che pronunciavano in forma solenne i voti) ben presto furono apprezzati per la loro instancabile opera e da tutti erano ormai conosciuti come Gerosolimitani o Giovanniti.
Ben presto le loro fila si ingrossarono e, mentre crescevano di numero, crescevano anche in potenza grazie ai lasciti e alle prerogative che ottenevano sia dal Sommo Pontefice che dai Regnanti; le loro ricchezze, servivano a finanziare totalmente le opere caritatevoli ed i centri di raccolta che sorgevano numerosissimi.
Nel Regno di Gerusalemme e lungo le principali strade furono costruiti ospedali, ostelli, baraccamenti, stallaggi e quanto occorreva per aiutare più persone possibili. Ma ben presto i Giovanniti si resero conto che non riuscivano a difendere i loro assistiti dagli attacchi dei musulmani ed allora decisero di impugnare le armi, compiendo cosi la trasformazione che avrebbe segnato per sempre la loro storia.
L'Ordine da prettamente cavalleresco divenne anche militare e prese il nome di Militare Ordine Gerosolimitano dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, cominciando ad operare su due fronti: la difesa armata dei deboli e della cristianita e il soccorso ai bisognosi.
Anche nella nuova veste, quella di guerrieri, i Giovanniti seppero conquistarsi la stima ed il riconoscimento di tutto il mondo cattolico. Questo ripagava il suo debito con nuovi lasciti e nuove prerogative infondendo sempre nuova linfa alle stremate casse dei cavalieri i quali fortificavano i luoghi loro assegnati continuando a soccorrere i feriti e i malati.
I Giovanniti però (come altri Ordini cavallereschi quali i Cavalieri del Tempio, i Cavalieri del Santo Sepolcro ed i Cavalieri Teutonici) furono giocoforza coinvolti nella caduta del Regno di Gerusalemme. Si trasferirono, quindi, a Cipro e da lì, grazie alla loro potente flotta, tentarono di arginare le scorrerie piratesche e la costante pressione dei musulmani. Per il loro soggiorno a Cipro i Giovanniti aggiunsero alla loro denominazione .
Ben presto l'isola cadeva ed i cavalieri si trasferirono a Rodi (aggiunsero alla loro denominazione) e continuarono la loro opera di difesa della cristianità sino a quando Solimano II il Grande, dopo un epico assedio durato sei mesi, riuscì a conquistare anche questa roccaforte; ai giovanniti, però, per il loro coraggio fu concesso di lasciare l'isola con l'onore delle armi portando appresso tutti gli isolani che lo avessero richiesto.
Da Rodi, dopo diverse tappe, i cavalieri si trasferirono a Malta (della quale ottennero l'infeudazione) e modificarono la loro denominazione in Sovrano Militare Ordine Gerosolimitano dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Cipro, detto di Rodi, detto di Malta. L'isola era in una posizione chiave e da lì i cavalieri continuarono a tenere testa alle armate musulmane sino alla loro definitiva sconfitta.
Al riguardo va ricordata l'epica battaglia navale di Lepanto del 7 ottobre 1571 alla quale i Giovanniti parteciparono con alcune galee e moltissimi armati dando, cosi, un enorme contributo alla vittoria della cristianità.
Ma i cavalieri, dopo essere passati indenni attraverso secoli di guerre dovettero cedere le armi ad un evento inaspettato che scosse alle fondamenta il mondo cattolico: la Riforma. I cavalieri di San Giovanni erano Italiani, Francesi, delle Fiandre, Spagnoli, Portoghesi, Tedeschi, Inglesi, Scandinavi e la Riforma fece si che numerosi di loro si staccassero dalla religione cattolica. L'Ordine si divise, cosi, in due grossi tronconi: l'Ordine di Malta con sede a Malta prima ed a Roma poi e l'Ordine di San Giovanni con i suoi rami Tedesco, Inglese, Olandese e Svedese. L'Ordine di Malta continuo ad essere retto da un Gran Maestro eletto dai cavalieri, mentre negli stati protestanti Gran Maestro divenne il legittimo regnante. Ovviamente entrambi i tronconi continuarono ad operare seguendo le regole e gli ideali che per secoli avevano caratterizzato i giovanniti i cavalieri, cessato il pericolo musulmano, si dedicarono completamente alloro originario compito e tuttora lo eseguono allestendo ospedali, cliniche, lebbrosari, missioni, intervenendo nelle guerre con il loro personale e con i loro mezzi (navi, aerei, treni, ospedali da campo);
Nei secoli e con l'ecumenismo molte delle divisioni di carattere etico - religioso sono cadute ed ora i maltesi ed i Giovanniti cooperano tenendo alto il loro ideale gerosolimitano.